Cartografia storica

Cartografia storica
Volo IGM 1931-1937

Fotografie aeree dell’Istituto Geografico Militare Italiano riprese negli anni fra il 1931 e il 1937, fra le prime e più importanti acquisizioni documentarie operate dall’Istituto Beni Culturali al fine di costituire un fondo di testimonianze cartografiche storiche sul territorio regionale dell’Emilia Romagna.

Catasto Ducale di Piacenza

Catasto realizzato fra il 1809 e il 1825, ispirato dal catasto francese (in alcune mappe le diciture sono in francese), con il territorio disegnato alla scala di 1 a 2.500 e gli sviluppi dei centri urbani alla scala di 1 a 1.250

Catasto Ducale di Parma

Catasto realizzato fra il 1809 e il 1825, ispirato dal catasto francese (in alcune mappe le diciture sono in francese), con il territorio disegnato alla scala di 1 a 2.500 e gli sviluppi dei centri urbani alla scala di 1 a 1.250

Catasto storico terreni di Reggio Emilia

Il ducato di Modena e Reggio Emilia non ebbe, come il restante territorio regionale, un accatastamento di prima metà dell’Ottocento, ma solo in seguito alla legge del 1886 che per tutto lo stato istituì il Nuovo Catasto Terreni, le cui operazioni ebbero termine intorno al 1900. Le mappe territoriali sono in scala di 1 a 2.000 e gli sviluppi dei centri in scala di 1 a 1.000 o di 1 a 500.

Catasto storico terreni di Modena

Il ducato di Modena e Reggio Emilia non ebbe, come il restante territorio regionale, un accatastamento di prima metà dell’Ottocento, ma solo in seguito alla legge del 1886 che per tutto lo stato istituì il Nuovo Catasto Terreni, le cui operazioni ebbero termine intorno al 1900. Le mappe territoriali sono in scala di 1 a 2.000 e gli sviluppi dei centri in scala di 1 a 1.000 o di 1 a 500.

Catasto Napoleonico Pontificio di Bologna

I territori facenti parte dello Stato Pontificio (province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini) furono rilevati in parte in epoca napoleonica, fra 1807 e 1815 (le aree strategicamente più importanti e il ferrarese) mentre il restante territorio fu disegnato successivamente e tutto l’insieme entrò in vigore nel 1835; promulgato da Gregorio XVI fu detto «catasto gregoriano». Le mappe territoriali sono in scala di 1 a 2.000 e quelle dei centri in scala 1 a 1.000. Per i territori già dello Stato Pontificio sono state digitalizzate anche le cosiddette «mappette», riprodotte a colori in un momento successivo. Esse, giacenti in originale all’Archivio di Stato di Roma, sono una riduzione a pantografo delle mappe all’1 a 2.000 sia 1 a 4.000 che 1 a 8.000 e offrono un ridisegno sintetizzato per isolati dei vari centri abitati, utile per cogliere una visione più d’insieme che di dettaglio.

Catasto Pontificio di Ferrara

I territori facenti parte dello Stato Pontificio (province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini) furono rilevati in parte in epoca napoleonica, fra 1807 e 1815 (le aree strategicamente più importanti e il ferrarese) mentre il restante territorio fu disegnato successivamente e tutto l’insieme entrò in vigore nel 1835; promulgato da Gregorio XVI fu detto «catasto gregoriano». Le mappe territoriali sono in scala di 1 a 2.000 e quelle dei centri in scala 1 a 1.000. Per i territori già dello Stato Pontificio sono state digitalizzate anche le cosiddette «mappette», riprodotte a colori in un momento successivo. Esse, giacenti in originale all’Archivio di Stato di Roma, sono una riduzione a pantografo delle mappe all’1 a 2.000 sia 1 a 4.000 che 1 a 8.000 e offrono un ridisegno sintetizzato per isolati dei vari centri abitati, utile per cogliere una visione più d’insieme che di dettaglio.

Catasto storico terreni di Ravenna

I territori facenti parte dello Stato Pontificio (province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini) furono rilevati in parte in epoca napoleonica, fra 1807 e 1815 (le aree strategicamente più importanti e il ferrarese) mentre il restante territorio fu disegnato successivamente e tutto l’insieme entrò in vigore nel 1835; promulgato da Gregorio XVI fu detto «catasto gregoriano». Le mappe territoriali sono in scala di 1 a 2.000 e quelle dei centri in scala 1 a 1.000. Per i territori già dello Stato Pontificio sono state digitalizzate anche le cosiddette «mappette», riprodotte a colori in un momento successivo. Esse, giacenti in originale all’Archivio di Stato di Roma, sono una riduzione a pantografo delle mappe all’1 a 2.000 sia 1 a 4.000 che 1 a 8.000 e offrono un ridisegno sintetizzato per isolati dei vari centri abitati, utile per cogliere una visione più d’insieme che di dettaglio.

Catasto storico di Forlì - Cesena e Rimini

I territori facenti parte dello Stato Pontificio (province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini) furono rilevati in parte in epoca napoleonica, fra 1807 e 1815 (le aree strategicamente più importanti e il ferrarese) mentre il restante territorio fu disegnato successivamente e tutto l’insieme entrò in vigore nel 1835; promulgato da Gregorio XVI fu detto «catasto gregoriano». Le mappe territoriali sono in scala di 1 a 2.000 e quelle dei centri in scala 1 a 1.000. Per i territori già dello Stato Pontificio sono state digitalizzate anche le cosiddette «mappette», riprodotte a colori in un momento successivo. Esse, giacenti in originale all’Archivio di Stato di Roma, sono una riduzione a pantografo delle mappe all’1 a 2.000 sia 1 a 4.000 che 1 a 8.000 e offrono un ridisegno sintetizzato per isolati dei vari centri abitati, utile per cogliere una visione più d’insieme che di dettaglio. Poi abbiamo la cosiddetta «Romagna toscana», per essere stata sotto il dominio fiorentino e poi provincia di Firenze sino al 1923 (comuni di Bagno, Castrocaro - Terra del Sole, Civitella, Dovadola, Modigliana, Portico, Premilcuore, Rocca S. Casciano, S. Sofia, Tredozio, Verghereto), coperta dal catasto granducale toscano, redatto fra il 1825 e il 1830; le mappe dei terreni sono in scala di 1 a 5.000 o di 1 a 2.500, i centri abitati in scala di 1 a 1.250 o di 1 a 625.

pubblicato il 2018/10/09 11:35:35 GMT+2 ultima modifica 2020-04-22T18:03:46+02:00

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